ZONA di DISAGIO

blog letterario di Nicola Vacca

 

INEDITI

MARZIA ERCOLANI

 

 

Vorrei amare me.

E invece convivo con l’io

Oggi il vento 

scotta la pelle

arde, bruciacchia

oggi le mie ceneri 

sono il respiro

dei passanti

l'ossigeno

dei marciapiedi.

Che poi a volte sei lì

e tutto ti circonda

ti cerchia, ti asseconda

ma tu che sei il centro

non hai raggio né forma

tu che sei il centro

vorresti essere orma

 

Ci sono notti

che il letto naufraga

solo l'alba

ti chiede scusa.

Io che penso in grande

sono un'atleta del piccolo

io che penso in grande

abito il minuscolo 

io che ho voglie immense

e passi microscopici

Io che spero incanto

e carezzo stonature

sono una formica 

con la chitarra in mano

o forse una cicala

con il pane tra le ali.

 

Potrei morire gialla

nera, viola o blu

per essere alla moda

o bianca sul grigiastro

e restare sul classico

o ancora rossa sanguigna.

Ma io però son

rosa rosa rosa

come si fa a morire

tra spine e profumo,

non vorrei Gesù

chiedesse i diritti, 

dunque sono così 

nuda e spoglia,

del colore di un feto,

che mi toccherà 

non morire affatto.

© 2016 by Atto Nomade
 

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