OVE:
Dunque si ha y0(x) = (1+ax) eax,y00(x)=(2a+a2x)eax.... se lo sostituisco nell’equazione ottengo.... x[eax(a2x+2a)]x[eax(ax+1)][x eax]= 0 ....perciò (a2 a)x2 + (2a 2)x= 0...I coeffi- centi di x e x2 devono annullarsi entrambi, quindi a = 1
“Uno?” - Si guarda intorno, è sola. Prende la sua piccola chitarra e le sussurra “...Uno...”. Poi canta versi notturni.

 

Oggi abito le stelle

quei pulviscoli galattici

nascosta tra meteore

Orione si confida
mi dice sei dei nostri

ed Ercole carezza
la mia pelle tradita
poi il carro mi rapisce
a Marte mi consegna
e lui affina le armi,

ché il giorno duole ancora.

 

 

La porta inizia lentamente a muoversi, come a danzare. Finito il canto, una voce oltre la porta “ 9 milioni 87 mila 610, 9 milioni 87 mila 611, 9 milioni 87 mila 612, 9 milioni 87 mila 613, 9 milioni 87 mila 614..."
 

Un’altra donna, viandante, contando i suoi passi, arriva da molto lontano. Da dove non è dato sapere. Sulle spalle ha la porta a mo’ di zaino. Indossa una tunica bianca. Sembra incinta. Le due si vedono.

 

Altro: - Mi scusi per la felicità? 
O: - Passi prima per l’accettazione

 

***

OVE:

Con il termine accettazione si intende un atto prenegoziale recettizio, inteso come mani- festazione di volontà affermativa che il destinatario della proposta rivolge a sua volta al proponente. Etimologicamente, il termine accettazione deriva dal latino accìpere, compo- sto da ad càpere, laddove ad indica l'intenzione, il fine, e càpere significa prendere, nel senso complessivo di acconsentire ad una proposta. Deve essere in tutto conforme alla proposta. Un'accettazione non conforme alla proposta equivale a nuova proposta (art. 1326, comma 5, Codice civile). L'accettazione deve giungere al proponente nel termine da quest'ultimo stabilito o in quello necessario secondo la natura dell'affare o secondo gli usi (ex art. 1326, comma 2, Codice civile).

 

ALTRO riprende a camminare, ricomincia il giro da capo, contano i passi tra sé e sé. Ove suona e canta:

 

 

Nel pozzo dell'io

tra presagi di stelle

mi tuffo scomposta.

Ero di acqua e sangue.

E mi bastava.

Scandaglio fondali

cerco il relitto,

il timone reciso,
quella coda
che il primo corpo fu

 

 

***

OVE riprende a suonare. ALTRO fa un giro su sé stessa e rimane nascosta dietro la porta. ALTRO bussa. OVE smette di suonare.

 

Silenzio


ALTRO bussa nuovamente

ALTRO: Posso Uscire? OVE: ...
ALTRO bussa di nuovo.

OVE: Può...entrare.
ALTRO: Ma no scusi, Io vorrei uscire. Lei se vuole può entrare.
OVE: Se si bussa è per entrare.
ALTRO: Ah sì? E per uscire che si fa?
OVE: Si saluta e si esce.
ALTRO: Salve. Posso uscire?
OVE: Ma vada, dove vuole.
ALTRO: Davvero posso?
OVE: Sì, esca, esca, esca!
ALTRO: Amo, amo, amo.
OVE: Ma vada, vada, vada!
ALTRO si gira (aprendo al porta): Davvero? E dove voglio?
OVE: Dove vuole...
ALTRO: E dove voglio?
OVE: ( con gli occhi al cielo) Ahhhh, la pace dell’uno.
ALTRO: Mi scusi per la...
OVE: (spazientita, mentre prende ad accordare)


Chi sente il tutto,
il molteplice, il possibile
rispetta l'uno.
La matematica è ostica a molti.
Basterebbe suonarla, non darle i voti.


(gioca con gli accordi)


ALTRO: E va beh, io non so dov’è, ma so cosa voglio, voglio la felicità. Tutta questa burocrazia per l’accettazione non ha senso. Bisognerebbe snellire le pratiche, velocizzare il percorso, qui finisce che la felicità arriva da morti.


OVE continua ad accordare.


ALTRO: io voglio essere viva quando la incontrerò.
OVE: i morti sono vivi
ALTRO: Eh?
OVE: sono i vivi che sono morti.
ALTRO: Ah beh allora io sono morta dalla nascita.
OVE: Tutti nasciamo dalla morte.
ALTRO: Uh...ma no! Mamma aveva una bella cera al parto, la ricordo molto bene. Non sembrava affatto morta.
OVE: Nasciamo dal sangue. Dalla gioia di una ferita.
ALTRO: Sarà, ma io sono nata dal solletico. Ricordo le risate di mia madre mentre mio padre, mentre mio padre, mentre mio padre, insomma mentre.
OVE: La prego di non essere pornografica.
ALTRO: Pornografica? Non faccio mica politica io. Senta lei è sul mio cammino sa, mica è colpa mia, quindi non mi tratti come se fossi una scocciatrice, se lei è tra i miei passi, i miei passi sono anche per lei. Ci sono incroci che non si possono evitare sa, passi lei passi per l’accettazione, indietro non posso tornare, non ci si può far nulla, nulla, niente di niente.
(si gira velocemente di schiena chiudendo la porta).

 

 

 

 

© 2016 by Atto Nomade
 

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