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Ci son baci semplici, quotidiani, affettuosi, che sanno di casa, premura e radici; altri veloci, superficiali, amari, performativi, che scivolano via con la prima rugiada del mattino. E ancora baci voraci, violenti, affamati, urgenti, che chiedono in pasto labbra e ventre. Altri invece timidi, emotivi, balbuzienti, che accelerano il battito e mettono ali ai pensieri. Infine ci son quelli desiderati, sperati, mai ricevuti o solo assaggiati eppure indigeribili. Enormi malinconici pesi sullo stomaco.

 

(da Fiabe d’asfalto)

Fiabe d'asfalto

Cavalcai zucca spronando topi al guinzaglio. Credevo così tanto nel mio sogno, che tutti videro carozza e cavalli

CeneRantola

 

[...]

 

Mi rimaneva una scarpa sola. L'altra l'avevo tirata addosso ad un tipo che mi inseguiva per le scale. Dopo averla presa in faccia, la raccolse delicatamente come fosse di cristallo. Avevo intuito in tempo la sua follia."

CeneRantola 

 

(da Fiabe d’asfalto)

© 2016 by Atto Nomade
 

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