I BUFFONI

 

"SOTTO I TURPI LAZZI DELLA TRUPPA"

       da Francois Villon a Bertolt Brecht

 

 

Il grottesco e il buffone medievale

- Introduzione al buffone
Istrioni sapienti, monaci subdoli, traditori beffardi. Sono reietti dalla società.
I buffoni denunciano, i buffoni accusano liberando un’arte della crudeltà e della beffa che è l’anima nera ma sincera dell’umanità.Sono esclusi,rifiutati in quanto deformi, prede dei vizi e delle passioni animalesche, pericolosi e folli, volgari, osceni. Rappresentano tutto ciò che l’etica sociale religiosa e politica nega. Proprio questa condizione di emarginazione permette loro di sbeffeggiare e ribaltare i sacri valori in divertita parodia.
Nella tragedia l’eroe è in rapporto con gli Dei, in comunicazione con la città,sostenuto dal coro; solenne e irripetibile il suo segno.
Il buffone è in conflitto con Dio, in contatto ossessivo col mondo degli uomini, in complicità con il branco. Come l’eroe tragico anche il buffone è in dimostrazione, il suo passaggio è mitico e narra eventi epici e diventa eroe quando la sua beffa è ben mirata e il branco assume la sua forza.
L’eroe è il primo della scala sociale degli uomini, il buffone è l’ultimo: il mito, l’antimito.La saggezza, il bene e il male così definiti nella tragedia sono in opposizione con l’ambiguità buffonesca piena di sfumature e commenti.

- Le deformazioni
I buffoni sono abitanti dei sobborghi, delle paludi, sono esseri mostruosi, dalle enormi pance,dalle gobbe pesanti e dai sederi ingombranti. Le deformazioni sono armi di scherno e di denuncia che rafforzano la loro presenza beffarda e inquietante. Sono strettamente legati ai vizi.

- Studio: i sette vizi capitali

- Il branco buffonesco
I buffoni si muovono in branco, uno stretto groviglio simbolo della loro complicità e solidarietà. sono la “corte dei miracoli”.Corpi deformi ed intrecciati come un unico corpo buffonesco, cumulo di pance,braccia,gobbe…
Esercitazioni collettive per cogliere il senso della beffa nell’andamento ritmico e inquietante del branco, nella sua presa dello spazio, nelle improvvise apparizioni e nelle sue fughe divertite.
Studio dell’arte figurativa di Bosh, Bruegel e Goya per nutrire il branco buffonesco di immagini pittoriche che si dissolvono per trasformarsi in nuove strutture sceniche.

- Studio delle parodie
Interpretazione individuale. Il buffone sceglie l’oggetto della sua beffa, ne assume il personaggio, il ruolo sociale o la situazione,la vive per un attimo,ripercorrendo le sue linee essenziali e caratteristiche, per poi demolirla completamente attraverso il commento del suo sorriso compiaciuto e malizioso.
I personaggi preferiti dal buffone sono figure appartenenti ad ambienti mondani religiosi o di potere. Attraverso questo stile si imparerà il senso del gioco condotto da una falsa ingenuità immediatamente ribaltato in un aggressiva denuncia.
A livello interpretativo si sperimenta una partitura di veloci e improvvisi cambi di sguardi, di atteggiamenti, di immobilità ironiche, guidato dal ritmo sincopato.

Personaggio atipico della storia del teatro, diverso da tutti gli altri, dal giullare e dal saltimbanco, dal ciarlatano e dal clown.Il clown è un personaggio solo,il suo spazio è circolare, mentre il buffone è parte integrante di una banda e il suo spazio è frontale; il clown è deriso dal pubblico, il buffone deride e schernisce chi gli sta di fronte.

Il buffone moderno e la parodia
Il buffone ritorna nell’attualità: è l’ironia in contrapposizione all’umorismo. Egli abbandonerà la deformazione apparente per assumere una deformazione psicologica assai pungente,specchio delle ipocrisie e delle debolezze umane.
Appare chiara, onesta la volontà di denuncia del personaggio, la sua lucidità nel manipolare le situazioni per colpire il segno prefissato, depistando lo spettatore ogniqualvolta la spinta aggressiva si fa troppo evidente.

Passaggi
Attraverso tutto ciò che ho imparato costruisco un passaggio scenico
- spazio
- ritmo
- azione concreta
- qualità

I testi usati come riferimento sono le poesie ed estratti di opere del poeta Francois Villon e del drammaturgo B. Brecth.

© 2016 by Atto Nomade
 

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