ATTRITI 

 

Pratica di esplorazione condotta da 

Alessandra Cristiani e Marzia Ercolani

 

ll percorso di lavoro verterà su un tema, il sogno, il nascosto, il non visto, che Alessandra Cristiani e Marzia Ercolani esplorano da tempo, singolarmente, nelle personali pratiche di ricerca, sia nell’incontro tra i due rispettivi percorsi. Un tentativo di toccare uno spazio - tempo dell’immaginazione, legato ad un paesaggio interiore, ad un respiro intimo, che possa nutrire l’unicità di una presenza scenica, possa contribuire ad alimentare, a dare maggiore peso, corpo e voce ad un segno autoriale di un performer, attore, danzatore. Partendo da un training fisico e poetico , attraversando immagini e versi che abbiano in sé la complessità del vuoto e del pieno, si cercherà il tempo e lo spazio per far emergere piccole drammaturgie, tradendo il conosciuto, cercando il naufragio dalle zone comode, approdare in terre che aspettano di essere scoperte.Qual’è il tempo interiore di un personaggio? Quale l’attrito del suo ritmo interno con il tempo del mondo in cui vive? Quale il suo sogno, il sogno che dimentica al risveglio ma che il suo corpo nasconde? La terra lontana che lo chiama a salpare, che vuole essere raggiunta? Quale la radice che lo trattiene ancorato?

Che si avverino i loro desideri, 

che possano crederci, 

e che possano ridere delle loro passioni. 

Infatti ciò che chiamiamo passione 

in realtà non è energia spirituale, 

ma solo attrito tra l'animo e il mondo esterno. 

E soprattutto che possano credere in se stessi... 

e che diventino indifesi come bambini, 

perché la debolezza è potenza, 

e la forza è niente. 

Quando l'uomo nasce è debole e duttile, 

quando muore è forte e rigido, 

così come l'albero

mentre cresce è tenero e flessibile, 

e quando è duro e secco, muore. 

Rigidità e forza sono compagni della morte, 

debolezza e flessibilità 

esprimono la freschezza dell'esistenza, 

ciò che si è irrigidito non vincerà. 

 

Arsenij Tarkovskij

 

Massimo 14 partecipanti. 

 Diario di viaggio:

Poetica

Nutrire la percezione di un corpo totale, magma ed alleanza tra materia ed energia. Progettualità artistica per un corpo oggettivo, libero, naturale e un corpo soggettivo, individuale, personale. Nell’unione delle due dimensioni si crea infinitamente.

 

Il corpo reale

Risvegliare il corpo alle sue risorse più sottili; attivarne l’intelligenza intuitiva; scovarne l’anima animale.

Il soffio: mobilità dello spazio interno, enormità dello spazio esterno

L’esercizio: equilibrio, forza, flessibilità

Lo spazio: traiettoria esterna, magma spirituale

Organicità della performance

Radicarsi nel corpo nei suoi desideri intimi, nelle sue intenzioni oscure. Attendere l’insorgere della propria natura dove è vitale e ambigua la relazione tra ciò che è privato e ciò che è esposto. 

 

Abitare la scena

Abitare le immagini: immaginazione, lasciarsi abitare da immagini, danzare, agire un’immagine 

Parole, personali drammaturgie, versi poetici, Haiku: l’immagine nella parola, la parola evocativa;  rivelazione del paesaggio interiore 

La danza, la presenza autoriale, l’attore autore : l’evidenza creativa di un tempo e di uno spazio personali

La radice del tempo: attraversare e scoprire il tempo primario, la radice sotterranea, il prima, lo spazio/tempo antecedente all’inizio del racconto. 

Il sogno di un personaggio: la sue visioni, il mistero che lo abita, le parole che non dice, il peso invisibile della parola detta.

 

 

Marzia Ercolani: attrice - scrittrice - regista 

 

Diplomata in recitazione al Centro Internazionale La Cometa di Roma. Si è specializzata con numerosi registi, danzatori, pedagoghi del teatro e del cinema nazionali e internazionali tra cui Alan Woodhouse, Irina Promptova, Natalia Orekhova, Nikolai Karpov, Shona Morris, J. Klezyk, Lilli Cecere Benedetti Michelangeli, Gianfranco Isernia, Giovanni Lombardo Radice, Flavio Albanese,  Giuseppe Marini, Mamadou Dioume, Vivian Gladwell, Geraldine Baron, Doris Hicks, Lucia Calamaro, Daria De Florian, Armando Punzo, Roberto Latini, Gabriella Borni, Renato de Montis, Alex Guerra, Alessandra Cristiani. Si occupa inoltre di formazione, conducendo stage intensivi su differenti temi e codici teatrali rivolti sia ad attori professionisti, che ai detenuti, ai disabili, a pazienti psichiatrici. Ha collaborato in qualità di attrice con numerose realtà e per molti anni è stata membro della compagnia romana “Triangolo Scaleno Teatro” diretta da Roberta Nicolai, tra gli interpreti di molte produzioni della compagnia tra cui “Il Castello” da F. Kafka, “Inequilibri”, “Terre”, “Residui”, “Un altro Calderon” da P.Pasolini, “Circus Kafka Show”. Ha fatto parte dell’organizzazione delle prime tre edizioni del Festival Teatri di Vetro diretto da Roberta Nicolai. Fonda e dirige l’associazione culturale Atto Nomade Teatro Ideatrice, interprete, a volte autrice e regista, di differenti progetti teatrali. Come drammaturga, interprete e regista firma “Sono morta anche io”, (testo selezionato nella rassegna 2012 di nuova drammaturgia contemporanea da Quaderni di scena al Teatro Argentina) “I segreti di Eva” , “Munne - ‘O munno differente”, “Altrove”, “Metastasis: trilogy of change”, “Indicibilmente”, “ Ancora - cronache dell’andirivieni”. Come sceneggiatrice ha firmato “Dal letame nascono i fior” da cui è stato girato l’omonimo cortometraggio, “Sonata in re minore”, “La sposa di Giuda”, “Picasso chi”, “Il coro”. Pubblica racconti per la rivista La Fornace. Nel 2009 il suo primo diario poetico, Diversamente Abile, ed. Jocker. Nel 2015 la seconda raccolta poetica “Ore illegali” Ed. Alterego. Con il compositore e musicista Stefano Scarfone è in scena ne “I colori maturano la notte – confessioni di una diversa Alda Merini” del quale Marzia Ercolani cura la drammaturgia e la messa in scena. Autrice di canzoni. 

Alessandra Cristiani: danzatrice - performer

www.alessandracristiani.com 

  

Da sempre il movente del suo percorso è la possibilità di indagare e percepire la na- tura sottile del fenomeno corpo. Ha prediletto in tal senso una formazione non usuale per l’acquisizione delle competenze e delle sensibilità inerenti al movimento. Da un primo approccio al fare artistico che si è nutrito dei principi del Teatro di Strada, del Terzo Teatro, del Teatro di Ricerca, negli anni novanta si è orientata maggiormente nell’esplorazione del pensiero e della danza, tracciati dalla filosofia del “Buto Blanc”, del danzatore giapponese Masaki Iwana. Lo spirito tagliente, il rigore, il Nikutai dell’Ankoku Buto, divengono ulteriori strumenti di conoscenza e stimoli costanti per son- dare e rinnovare una propria autorialità creativa. E’ performer e danzatrice. I suoi la- vori a partire dal 2000 allenano la messa a fuoco di un metodo personale nell’individuazione delle tematiche e degli aspetti corporei, che nello scorrere della pratica vitale quotidiana, emergono come occasioni di danze performative, “opere d’essere”.Il tempo, lo spazio, la memoria, l’energia, l’ignoto sono suoi esclusivi ambiti di ricerca, ulteriori sconfinamenti dello sguardo sulla materia corpo. Lo strabordare di un “paesaggio interiore” , la tattilità della presenza in scena, in dialogo con la natura dell’elemento circostante: lo spazio; l’invocazione della non azione, della dimensione del silenzio, quale cibo per le ossa, per le innervature tra muscoli organi visceri...sono possibili sorgenti presso le quali sostare in rituale ascolto, intercettando la debole voce del nuovo. Premio Excelsior come migliore attrice per il corto La foto, regia Sara Masi (1997). Dal teatro di marca odiniana (Teatro Potlach, Toni Cots, Jean Paul Denizon, Teatro de los Andes, Nino Racco, Naira Gonzalez...) approda alla danza attraverso una personale esplorazione del training fisico dell’attore. Studia danza contemporanea con Moses Pendleton, Giovanna Summo, Domenique Dupuy, Hervè Diasnas; tecniche del mimo trasparente con Hal Yamanouchi; Respiro e movimento con il trainer Giu- seppe Ravì; Qi gong con Solene Fiumani; Ideokinesis: Placement e Riposo Costruttivo con Ursula Stricker; la nuova danza giapponese (Butoh Dance) con Masaki Iwana, Akira Kasai, Akaji Maro, Tadashi Endo, Ko Murobushi, Yoko Muronoi, Hisako Horikawa, Toru Iwashita, Daisuke Yoshimoto, Atsushi Takenouchi, Koh- shou Nanami, Yuko Kaseki. Si laurea in Metodologia e Critica dello Spettacolo con la tesi sperimentale: Masaki Iwana e la tradizione del “Buto Bianco”.“The Intensity of nothingness”: Una metodologia della danza. Ha seguito corsi di formazione all’Istituto Europeo Shiatsu (IES) di Roma. 

© 2016 by Atto Nomade
 

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