Che passato vermiglio
ventricolare, sanguigno
centocinque passioni, 
mille e settanta corse.

 

Che presente celeste

cobalto che zittisce,
fondali e galassie,
un cerchio gentile
muove il mio fluire. 

 

Viola sia dunque 
questo domani
degli opposti mescolanza,
arte, transizione,
piccolo mistico altruismo,

pastoso derivato
di quei toni primari
che non ho mai sfumato.

 

Occhi gonfi di sogni.

Anche aperti restano deformi.

Basterebbe un prato

uno steccato

panni stesi

un volto amato.

Marzia Ercolani. Foto di Simona Ghizzoni.