QUELLI COME NOI

poetando con Alda Merini

laboratorio teatrale poetico

 

 

 

“Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita.” Alda Merini

 

 

 

Teatro è azione, relazione, conoscenza, evocazione, riflessione, ascolto. La poesia è lotta, rivoluzione, ma anche pace, sapienza, perdono, amore, dialogo con l’io, con il tu, con i plurali di noi stessi. Agire la poesia è teatro. Prezioso strumento di rinascita, di consapevolezza di sè, di terapia, di libertà, specialmente per coloro che soffrono, che sono reclusi, che sono oltre, che sono altrove, che sanno altro. E non solo per loro. Per la comunità tutta. Il laboratorio teatrale condotto da Marzia Ercolani vuole partire dalla scrittura della poetessa Alda Merini per agire la poesia di ogni singolo partecipante, di ogni utente. Il lavoro laboratoriale attraverso il gioco e la disciplina, la musica e il movimento, la voce e il silenzio, tenderà a smuovere la capacità di ascolto, di relazione con un gruppo e con sé stessi, per toccare emozioni profonde, rielaborarle e canalizzarle in racconto, piccoli versi della Merini o di ciascun partecipante e azioni biografiche. Il percorso ha l’obiettivo di condurre i partcipanti a raccontare la propria esperienza cogliendo, scoprendo e donando, a sé stessi e al mondo, la propria poesia, quella del proprio animo, del proprio sguardo, delle proprie sensibili azioni fisiche, vocali, musicali, esplorando sia la dimensione personale che quella collettiva, raffinando ascolto del sé e dell’altro, assaggiando l’espressività del corpo e la magia della parola, per testimoniare quell’oltre, quell’altrove, quel mondo, quei pianeti fatti di personalissime visioni, speranze, ossessioni, paure, dolori, gioie, così presenti e inspiegabili, così totali e indicibili, che solo un evocazione poetica, sia essa parlata, suonata o agita, può omaggiare e rendere sacra.

 

 

"La poesia è una delle tante manifestazioni della vita. È un modo di parlare, può essere cattiva, buona, iraconda, inutile. È un modo di far teatro. La poesia è una maschera greca, un carnevale. Una dignità che non si ha, una dignità che si soffre. D’altronde ogni poeta vende i suoi guai migliori. Può essere anche un modo di sentirsi pazzi. Un modo di sentire e di sentirsi, di essere al mondo. Ma modo irrinunciabile; investitura divina che non consente abiure; personalissimo, esclusivo esserci; condanna e dono insieme." (Alda Merini)