Munne ‘O munno differente  – TeatroCineFestival

di Daniele Rizzo

 

[...] Segue, il più che drammatico Munne – ‘O munno differente, «un anfratto desolato, sospeso», rappresentazione di un mondo – fisico e interiore – degradato a «munnezzaio di bisogni, nevrosi, solitudini», dove però la speranza non è ancora del tutto scomparsa ed è rappresentata dai pochi elementi primordiali come i fantasmatici Luigi Acunzo (convincente in versione Gollum) e Marzia Ercolani (eterno femminino di faustiana memoria, assieme madre e morte). Allestimento che continua la ricerca della compagnia Atto nomade, già apprezzata in occasione di Sono Morta Anche Io nell’Anno zero di Ad Arte, e che torna a Calcata con la coerenza stilistica di un denso simbolismo collegato a una inchiesta sul linguaggio (questa volta, complicando poetica del frammento e dialetto), all’interno di una cura scenografica tesa a parcellizzare il palco secondo ritmi scenici dilatati e calanti.

Il risultato è suggestivo, complessivamente d’impatto.